con tanto tanto affetto,
lunetta
Ragazzi, giovedì prossimo 6 marzo inizio il primo tour della stagione (Italia e Grecia + crociera), torno il 17 sera e riparto il 20 per Milano (altro tour fino al 28)
Ad aprile dal 5 all'11 e dal 18 al 25 sarò sempre in giro....
Dubito che avrò tempo per scrivere sul blog, perciò inizio a salutarvi adesso, chiedendovi mille incroci per questa stagione che per me è importantissima (per il fatto che inizio a lavorare anche per un'altra agenzia). Mi farà piacere leggere i vostri saluti in questi ultimissimi giorni, sono sicura che mi porterete fortuna!
Un abbraccio a tutti, vi penserò e appena possibile passerò a farvi un saluto!
Un bacio e una carezza ai vostri miciottoli!,
Cristina
p.s: un saluto particolare alla mia amica Laurela, che porto sempre nel mio cuore.
Si chiama Janet la mia cagnolina a distanza.
E' bianca e nera, bellissima e spaventatissima, ne ha passate di tutti i colori e ha tanta paura dell'uomo, ma quelli di Save The Dogs ce la stanno mettendo tutta per farla stare bene.
Già la amo alla follia!
Un resoconto dettagliato del nostro week-end a Barcellona sarebbe davvero troppo lungo e, purtroppo, non ho moltissimo tempo.
Vi basti sapere che siamo state benissimo. Prima di tutto io e Mari andiamo d'accordissimo e questa è stata l'ennesima conferma di quanto viaggiamo bene insieme e di quanto siamo in sintonia.
Ora la città: bella. Non bellissima per i miei gusti.
Esattamente come me l'aspettavo. Non mi ha emozionato come altri posti in Europa, ma mi è piaciuta, soprattutto di domenica, quando sono usciti tutti i barcellonesi, quando abbiamo respirato un'aria rilassata, pulita, vera.
Abbiamo visto praticamente quasi tutto (quanto abbiamo camminato!!!), tutte le piazze e gli angoli nascosti, usando poco la cartina e tanto l'istinto (e alla fine così abbiamo trovato cose che, se avessimo usato la cartina, forse ci sarebbero sfuggite). Mi è piaciuto molto il quartiere gotico, ma ringrazio il cielo di non aver scelto l'hotel lì, troppa gente, troppa confusione. A proposito di hotel, LO CONSIGLIO A TUTTI! Fantastico!!! A due (ma veramente due!) passi dalla Rambla, pulitissimo, particolare, loro gentili e friendly, colazione meravigliosa, niente gentaccia, niente chiasso! e con davanti FrescCo, geniale catena di self service di prodotti freschi del mercato, frutta, verdura, ortaggi....per me il paradiso e tutto a meno di 10 euro e se vuoi ti servi più volte, mangi fino a stare male e il prezzo rimane quello!! Voglio un frescCo anche a Roma!!!!
Simpatiche le ramblas, ma dopo le 17 si riempono di gentaccia e ho trovato di un triste i banchi con gli uccellini, le tartarughe (anche le Hermanni!!!) i galli (ce ne era uno stremato dalla stanchezza, col collo piegato che ansimava ) i coniglietti e i furetti chiusi nelle gabbiette microscopiche alla mercè di dita di bimbi che si infilavano per tormentarli di continuo.
Carini gli alberi della città, stracolmi di pappagallini! (sfuggiti ai venditori??)
Bella la cattedrale, interessante ma pomposamente cattolica la Sagrada.
Affollatissimo, ma un piacere da fotografare, il Parc Guell.
Stupenda la casa Batlò.
E poi la fila per bere la famosa cioccolata calda in un locale storico, in mezzo a vecchietti del posto. La birra freddissima e che andava giù che era una meraviglia....Il porto, i mercatini...
Non abbiamo fatto le ore piccole, eravamo sfinite già alle 22! ma abbiamo mangiato e dormito benissimo. I catalani sembrano un pò tutti vivere decenni addietro, sia per come sono vestiti che per un certo grigiore che li pervade. Non è una città da shopping (per fortuna) ho comprato qualche cosina per ricordo e mi sono regalata solo una graziosa magliettina da desigual (alla "modica" cifra di 39 euro).
Volevo uno scialle da flamenco ma erano tutte cineserie.
Non ho visto gatti. Manco uno... In compenso tanti bulldog francesi
Più di una persona mi ha fatto i complimenti per come parlo bene l'inglese, perchè tutti gli italiani che vanno lì, mi hanno detto, parlano direttamente (prepotentemente) solo italiano....
No comment, a questo proposito, sulla fauna che affollava il volo Ryanair...Sono snob, lo so, ma certa gente dovrebbe starsene a casa...
Insomma, un bel weekend, sono pronta per un eventuale tour che tocchi Barcellona.
Ecco qualche foto...






Eccomi qui per il racconto del mio viaggio alle Cinque Terre.
Devo dire che l’inizio non è stato dei più tranquilli, visto che stavamo quasi per perdere il treno ma, per fortuna, ce l’abbiamo fatta e così, dopo quattro ore passate “in compagnia” di chiacchiere altrui (avrei con piacere tappato la bocca a due signore!) siamo arrivati a La Spezia.
In stazione c’è un punto informazioni turistiche sulle Cinque Terre ed è lì che si comprano i biglietti per il treno (1,30 a biglietto).
Il treno ci mette pochissimo, poco più di un quarto d’ora e ci ritroviamo a Vernazza. Questo piccolo borgo è molto semplice e ogni angolo sa di mare e di pesca. Notiamo subito che è tutto chiuso, focaccerie, ristoranti, bar, negozi, non è stagione e un po’ ce lo aspettavamo. Arriviamo in piazzetta, dove ci aspetta la splendida facciata della chiesa più importante di questi luoghi, Santa Margherita di Antiochia, tante casette colorate, un paio di bar aperti (per fortuna!), tante barche “parcheggiate” nel centro della piazza dove dormono tranquilli i gatti. Di gatti ne vedremo parecchi, tutti sani, in carne, con un bel pelo e sterilizzati! Questa cosa mi ha fatto immenso piacere ed è l’ennesima prova di quanto un controllo delle nascite non possa che giovare a queste creaturine, non si sono visti, insomma, micini mezzi ciechi e malati, gatte scheletriche con la pancia o cose di questo tipo.
Troviamo subito il nostro bed&breakfast. La camera si affaccia, come promesso, sulla piazza, edè pulita, essenziale, ma non ha il bagno in camera. La signora vive nell’appartamento davanti, il nostro bagno è nell’ingresso dell’appartamento dove soggiorniamo, poco male visto che ci siamo solo noi, ma se fossimo stati in alta stagione, avremmo dovuto dividerlo con le altre due stanze. Ma, a parte questo piccolo dettaglio, tutto il resto è perfetto.
Dopo esserci ripresi un po’ dal nostro viaggio e dopo aver visitato la chiesa e aver fatto una brevissima sosta in un negozio di souvenir per arricchire la mia collezione di sfere con la neve, andiamo alla stazione a prendere un treno per Monterosso, dove la signora ci dice che ci sono più possibilità di trovare qualcosa di aperto (a Vernazza c’era solo un piccolo ristorante e temevamo di rimanere fregati con i tavoli).
Monterosso è tutta un’altra cosa, è più grande, ha una lunga spiaggia, un campo di calcio affollatissimo dove si fronteggiano squadre locali . Scattiamo un po’ di foto sulla spiaggia e alla statua del Gigante al quale l’alta marea anni fa strappò il tridente. Ci sono case dalla facciata liberty, gatti e piante di agave ovunque (per la mia gioia!). Prendiamo un sentiero che porta al convento dei cappuccini e da lì lo spettacolo è decisamente migliore. Mare, scogli, piante grasse,gatti e una statua di San Francesco con il lupo attirano la nostra attenzione. Il convento è chiuso, così proseguiamo verso il basso e ci ritroviamo nel centro del paese. C’è un pub aperto (molto carino, a due piani, tutto in legno e con una terrazza che immagino sia affollatissima d’estate. Pochi i negozi aperti, due soli ristoranti (sempre per il discorso della stagione). Ci facciamo consigliare e decidiamo per il ristorante “da Ely”, dietro la bella chiesa di S.Andrea. Ma è presto, fa un freddo cane e abbiamo una fame da lupi, loro aprono alle 19! Allora giriamo ancora un po’ e poi ci rifugiamo nel pub a bere un Porto, idea grandiosa! Poco prima delle 19 ci incamminiamo, facendo un salto in un negozio di prodotti tipici. Inutile dire che avrei comprato tutto, dalla marmellata di mandarini alle olive alle saponette allo Sciacchetrà ( a proposito, alla fine non l’abbiamo più comprato, ma mi sono promessa di prenderlo a marzo!). Claudio, invece, rimane affascinato dalla Lambretta che hanno in negozio e ne parla con la proprietaria. Alla fine esco con due vasetti di pesto e una busta di amaretti alla frutta.
La cena da Ely è piacevole, le porzioni abbondantissime e finalmente assaggio le trofie al pesto, buone, ma io il pesto lo faccio quasi meglio! Che disdetta nemmeno una verdurina per secondo! Possibile un ristorante senza verdura??? Vabbè, ripiego tristemente sull’insalata mista, ma mi rifaccio col dolce: la torta monterossina con crema e cioccolato, squisita! Come squisita è quella che prende Claudio: la classica crema e pinoli, il tutto innaffiato sempre da un ghiacciatissimo Vermentino.
Nessuno dei due tollera molto i bianchi e così usciamo di lì un po’ brilli e alleggeriti dal conto …
Ancora treno, 5 minuti per raggiungere Vernazza e crollare in un sonno profondissimo, col rumore del mare a pochi metri da noi.
Domenica mi godo una bella colazione che il mio amore mi fa la sorpresa di farmi trovare sul tavolo al mio rientro in camera dal bagno. Infatti il b&b Nerina inizia il servizio colazione solo a marzo, ma proprio accanto al portone c’è un bar/laboratorio di pasticceria che gli lascia portare su un vassoio con caffè, cappuccino (per lui) e due squisiti cornetti.
Dalla giornata precedente abbiamo capito che i miei timori di non riuscire a vedere abbastanza erano assolutamente infondati e che, anzi, alla visita di Vernazza e Manarola (necessarie per il tour di marzo) potevamo aggiungere anche tutti gli altri borghi, così diamo un’altra occhiata alla guida e decidiamo che Corniglia e troppo “tutta in salita” e se la guida dice che c’è poco da vedere/comprare/assaggiare e che è più un paese di terra che di mare, beh, visto anche che non è stagione ed è domenica, saltiamola pure!.
In effetti, dalla stazione si vede che, per raggiungere il paese, apparentemente meno pittoresco degli altri, bisogna affrontare molti gradini e il mare rimane lontano.
Scendiamo a Manarola, per me il paese più bello dei cinque. I soliti colori delle case, ma più curate, ristorantini accoglienti, tantissime focacce rie, una cura dei particolari veramente ammirevole.
Anche il piccolo porticciolo è uno splendore. Passeggiamo per un po’ per il sentiero che porta indietro verso Corniglia e facciamo un po’ di foto a Manarola. Su questo sentiero c’è un’area attrezzata per i picnic e qualche scaletta per scendere giù al mare per coloro che, a differenza di me, non hanno paura di arrampicarsi sugli scogli.
Tornati alla stazione di Manarola prendiamo i biglietti per la Via dell’Amore (5 euro , utilizzabili anche per i pulmini del parco a Rio Maggiore, per l’ascensore che porta al punto panoramico e non so per quale altra cosa che, però, a noi non interessa).
Questa Via dell’Amore è molto simile a tutti gli altri sentieri che abbiamo visto: agave, gatti, vista mozzafiato sul mare. Sicuramente al tramonto deve essere molto più romantica. Ha comunque degli interessanti particolari da fotografare, dai murales alle panchine con scritte poetiche e vetri colorati incastonati nel ferro battuto. A proposito di panchine, su quella famosa con le due sagome di innamorati, i ragazzi hanno iniziato a mettere i famosi lucchetti …. anche il mare ligure sarà pieno di chiavette adesso!
Dopo circa un km giungiamo a Rio Maggiore. Il paese è tutto concentrato intorno alla via principale, piena di focaccerie, ristoranti e pochi negozi (quasi tutto chiuso adesso, ovviamente).
Usciti dal lungo tunnel che porta in centro si può scendere giù verso il mare per ammirare un microscopico porticciolo, dove c’è anche un ristorante affollatissimo (forse il migliore della zona). Noi, però, ci accontentiamo di una focaccia e una birra Moretti seduti su una panchina a godere di un po’ di sole che oggi sembra proprio voler concedersi poco.
Siamo stanchi e infreddoliti e, dopo aver mangiato e riposato un po’ le gambe sulla panchina, ce ne torniamo verso Manarola a piedi, percorrendo di nuovo Via dell’Amore.
A Manarola, dopo aver trovato altri particolari da fotografare, ci sediamo ai tavolini furi di un bar, con due caffè e una fettona di torta con mandorle, noci e fichi (Oh mio Dio! Avrà 8000 calorie!).
Dopo poco sentiamo suonare una banda (odio le bande) e le note si avvicinano sempre di più, in pochi minuti ce la ritroviamo davanti, col capo banda che ci guarda e poi esclama:”facciamo una bella serenata a questa splendida coppia!” io mi sarei sotterrata subito, mi sembrava una candid camera! Beh, alla fine è stato divertente, con tutto il paese che ci guardava come se fossimo dei personaggi famosi e la serenata che tutto sembrava tranne che una serenata! Abbiamo poi scoperto che il 27 gennaio era festa in paese perché smontano il presepe (che l’8 dicembre posizionano su una collina accanto al paese, un presepe fatto di materiali riciclati, molto carino)
Vabbe’, è ora! Prendiamo il treno per La Spezia e diciamo “ciao ciao” a questi borghi colorati e che sanno di mare, di lunghi anni di povertà (malgrado la ricchezza portata dal turismo, io quella povertà l’ho sentita nella gente e nelle case) di gatti sani (Claudio, scherzando, mi ha detto che se decidessimo di abbandonare Bijoux, Manarola sarebbe il posto perfetto!) di limoni e anatroccoli nei torrenti.
A La Spezia arriviamo presto e così, per passare il tempo, facciamo una passeggiata in centro: una tristezza!!! Certo, dopo quei luoghi puliti e pieni di colori, è un duro colpo confrontarsi con la realtà di una città come La Spezia …
Finalmente arrivano le 18 e il nostro treno parte. Sarà un viaggio noiosissimo, in uno scompartimento affollato e con odori nauseabondi, alle 22,20 siamo ad Ostiense e alle 23 finalmente a casa.
Come ricordo di questo weekend, tantissime foto, una sfera con la neve e Vernazza, due vasetti di pesto, una busta di amaretti alla frutta e il piacere di aver condiviso tutte quello che ho visto e pensato con la persona che più amo al mondo.




Il prossimo fine settimana farò una gita alle Cinque Terre.
Non ci sono mai stata e dovendoci andare a marzo con un gruppo, ho deciso di andare in avanscoperta e di vedere come sono questi posti dei quali ho sempre sentito parlare.
Sono contenta di fare una gita con Claudio e, stranissimo, non abbiamo mai fatto un viaggio in treno insieme. Questa cosa del treno non mi fa impazzire (non amo i treni, le stazioni e soprattutto i bagni dei treni!) ma penso che viaggiare con lui sarà tutta un'altra cosa. Perciò, non vedo l'ora!
Dormiremo a Vernazza in un bed&breakfast sulla piazza, con camera che si affaccia sul mare. Il mare....aaaah! quanto mi manca! :)
Non avremo molto tempo, ma a me interessa più che altro visitare Vernazza e Manarola ma se ci scappa un altro borgo, allora meglio così.
Mi sono già riproposta di portare a casa una bottiglia di Sciacchetrà e un vasetto di pesto....
Ma la cosa che spero di più è di fare tante, bellissime foto....
Se qualcuno di voi c'è stato e volesse darmi dei consigli....sono ben accetti!
Ancora una volta posto questa cosa copiata dal sito di animalieanimali.
Non se ne parla mai abbastanza:
Copio e incollo da animalieanimali:
PERCHE’ CONVIENE STERILIZZARE
1 mar 04 – G. Larosa
I pro e i contro per combattere il continuo aumento di cani e gatti e, conseguentemente, l’abbandono dei nostri amici a quattro zampe.
1 marzo 2004 - Cosa succederebbe se, come da molti ritenuto necessario, ogni cagna o gatta avesse almeno una volta nella vita una cucciolata?
La Dottoressa Laura Torriani, segretario dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) ha calcolato in modo molto semplice che se così fosse ogni animale “produrrebbe” una media di circa 6 cuccioli, considerando che a volte sono di più, altre di meno…
Se la metà sono femmine (3), anche queste nel giro di due anni avranno messo al mondo 18 cuccioli.
In 2 anni: da 9 femmine – 54 cuccioli
dopo altri 2 anni: Da 27 femmine – 162 cuccioli
dopo ancora altri 2 anni: da 81 femmine si avrebbero circa 486 cuccioli
In 10 anni la cifra totale degli animali si è quasi cinquecentuplicata. Siete sicuri che sia così facile trovare tutte queste persone desiderose di adottare questi animali?
Se così fosse come mai ogni anno il numero dei cani e dei gatti nei rifugi continua ad aumentare?
In Italia sono circa 150 mila i nuovi cani abbandonati ogni anno e circa 450 mila i gatti.
Cos’è la sterilizzazione? Di cosa si tratta e come viene effettuata?
Nel caso della femmina, due sono le possibilità di intervento.
Il primo, consiste nell’allacciare le tube, per evitare che gli ovociti, vadano ad incontrare gli spermatozoi, sempre molto attivi, dei maschi, lasciando in funzione la produzione di ormoni, i periodici calori e gli accoppiamenti oramai non fecondi.
In questo modo si tranquillizzano tutti i proprietari che pensano che sia una menomazione, nei confronti della cagnetta o della gattina, quella di effettuare l’intervento di asportazione totale di ovaie ed utero.
Nel caso del maschio, allacciare i condotti seminali, attraverso i quali gli spermatozoi vanno a fecondare gli ovociti prodotti dalla femmina, risolverebbe il problema delle gravidanze indesiderate e il problema dei maschietti, proprietari degli animali, che si immedesimano nel proprio compagno di vita, che verrebbe, secondo loro, menomato nella loro maschilità.
Pensiamo, a questo punto, solo per un attimo, quale sarebbe, dal punto di vista fisiologico, e mentale, la cosa migliore per il nostro amico a quattro zampe, un amico o amica che non può o non vogliamo far accoppiare periodicamente così come la natura aveva predisposto con dei codici e delle attrazioni tali da superare gli interessi o la noia di noi umani.
Loro non si accoppiano o si attraggono per “piacere o divertimento”.
A loro,l’istinto, indicato dalla natura e codificato in modo ben preciso da alcuni geni,che indirettamente, li portano ad avere una attrazione irrefrenabile tra di loro, durante il periodo del calore, la natura dice che “devono produrre della prole” , dei cuccioli che a loro volta si moltiplicheranno con degli istinti incontrollabili perchè “devono mantenere la specie” .
Noi umani, allora, dobbiamo decidere se lasciar fare alla natura, impegnandoci personalmente, alla sistemazione completa e responsabile della futura prole oppure prendere dei provvedimenti affinchè questo venga evitato.
Se prendiamo in considerazione, cosa è meglio per lo stato di salute dell’animale, allora non vi è alcun dubbio che, asportare completamente, sia le ovaie che l’utero, nel caso della femmina o asportare i testicoli, nel caso del maschio sia la cosa migliore da fare.
Asportando queste strutture, intanto eliminiamo una notevole quantità di patologie, sia dell’età giovanile, sia della terza età a carico di questi organi, ma, cosa ancora più importante è la precocità dell’intervento, almeno nella femmina.
Non è vero quello che si dice, in giro per parchi e giardini, che una gravidanza ed il successivo parto possano prevengano patologie tumorali a carico dell’apparato mammario o possano prevenire alcune patologie dell’utero, o addirittura che una eventuale gravidanza possa eliminare il presentarsi della “falsa gravidanza” che alcune cagnette presentano dopo circa due mesi dal calore.
L’unico metodo di prevenzione (a parte i controlli periodici dopo una certa età), a nostra disposizione, che sia veramente sicuro per prevenire alcune neoplasie mammarie è la sterilizzazione precoce, prima la si effettua e maggiori sono le possibilità di diminuire questo tipo di neoplasie, addirittura, si è visto che effettuando l’intervento prima del primo calore, i rischi che si presentino alcuni tumori mammari sono veramente remoti.
Per il maschio, a parte l’eliminazione della possibilità di patologie neoplastiche a carico dei testicoli, con la castrazione,si prevengono, in modo efficace, alcune serie e gravi patologie della terza età a carico della prostata.
L'assenza di questi ormoni, di solito, non modifica il carattere dell’animale e si è visto che anche nei cani che vengono utilizzati per la caccia, non vi sono alterazioni ne dell’olfatto, ne della bravura a cacciare, l’unica accortezza che si dovrà avere, per entrambi i sessi, è quella di ridurre di circa il 25% la quantità giornaliera di alimento per evitare che l’animale possa ingrassare, per delle alterazioni che riguardano il metabolismo degli alimenti.
Per correttezza devo riferire che tra gli effetti collaterali della ovaroisterectomia nella femmina, viene riportata, anche se con bassissima frequenza, l’incontinenza urinaria, ma devo confessare che in quindici anni di professione non mi è mai capitato di evidenziare questo problema nel periodo postoperatorio e successivamente.
Per quanto riguarda i gatti, è ancora più importante effettuare questo tipo di intervento se i gatti che vivono in casa hanno la possibilità di andare in giardino, ed avere contatti con gatti che vivono per strada. Per questi, oltre a tutti i vantaggi che ho sopra indicato, un’altro importante motivo a favore della sterilizzazione è la notevole diminuzione del rischio di fargli contrarre alcune patologie, tra le quali l’ Immunodeficienza Felina Virale (FIV). Questa è una gravissima patologia, causata da un virus, che per le metodiche di accoppiamento che i gatti attuano nelle “colonie libere” è di facile contagio, poichè è sufficiente che una sola femmina od un solo maschio ne siano affetti per poter contagiare l’intera colonia e la possano poi propagare alle altre colonie del circondario.
Se dopo le cose che ho descritto, siete ancora convinti a non prevenire cucciolate e malattie, parlatene con il vostro Medico Veterinario di fiducia che vi spiegherà pure degli altri motivi che possano convincervi ad effettuare una prevenzione su degli animali che già spesso e volentieri teniamo chiusi dentro casa durante la nostra lunga giornata lavorativa senza chiedergli se si sono annoiati o divertiti... ma questa è un’altra storia e ne parliamo un’altra volta.